"Parità in azione: educare al rispetto". L'insegnamento dell'Educazione civica all'ISC Nord di San Benedetto del Tronto
Nei giorni 20 e 31 marzo 2026, presso l’Auditorium comunale “Tebaldini”, si sono svolti due incontri formativi sul tema “Parità in azione: educare al rispetto”, rivolti rispettivamente alle classi prime, seconde e terze della Scuola Secondaria di Primo grado dell’ISC Nord di San Benedetto del Tronto.
L’iniziativa, promossa dal Soroptimist Club di Ascoli Piceno in collaborazione con il Nostro Istituto, si inserisce nel progetto “A scuola di non violenza”. Sono intervenuti la dott.ssa Simona Palestini, presidente del Soroptimist di Ascoli Piceno, il dott. Guido Riconi, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Benedetto del Tronto, e il dott. Raniero di Gregorio psicologo, dell’Associazione Promozione Sociale Praesentia.
La dott.ssa Palestini ha introdotto l’incontro sottolineando il ruolo fondamentale della scuola e della famiglia come primi contesti in cui si apprende il rispetto. Bambini e ragazzi, infatti, osservano, ascoltano e imitano: per questo è fondamentale offrire loro esempi coerenti e positivi.
Il dott. Riconi ha poi guidato gli studenti in una riflessione sui modelli educativi contemporanei, evidenziando come essi passino oggi anche attraverso i social media. Piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook non rappresentano soltanto spazi di intrattenimento, ma veri e propri ambienti educativi, nei quali si costruiscono opinioni, relazioni e identità, soprattutto tra i più giovani.
Allo stesso tempo, è stato evidenziato come la rapidità con cui scorrono le informazioni possa costituire un rischio. La necessità di rimanere costantemente aggiornati favorisce uno “scroll” continuo e poco consapevole: contenuti consumati in pochi secondi, senza il tempo necessario per riflettere, verificare o comprendere. In questo flusso veloce, messaggi negativi, stereotipi e forme di discriminazione possono passare quasi inosservati, pur lasciando un segno.
Per questo motivo è importante valorizzare creator, educatori e figure pubbliche che promuovono il rispetto, l’inclusione e la consapevolezza. Seguire contenuti positivi contribuisce infatti a costruire una cultura digitale sana, in cui le differenze diventano una risorsa e non un elemento di divisione.
Educare al rispetto oggi significa anche insegnare un uso consapevole dei social: scegliere con attenzione chi seguire, verificare le fonti, riflettere prima di commentare o condividere. Ogni interazione – un like, una parola, una condivisione – contribuisce a costruire l’ambiente digitale in cui viviamo.
Lo psicologo Di Gregorio, in conclusione, ha richiamato l’immagine dell’homunculus, sottolineando come ciò a cui dedichiamo più tempo e attenzione finisca per occupare maggiore spazio nella nostra mente: allo stesso modo, ciò che vediamo, leggiamo e condividiamo quotidianamente sui social modella il nostro modo di pensare e di relazionarci.
Gli incontri hanno rappresentato un’importante occasione di riflessione: anche questa volta il team di educazione civica ha voluto valorizzare, grazie al contributo degli esperti, contenuti e spunti significativi, riportando al centro i valori del rispetto, della consapevolezza e della responsabilità, dentro e fuori dal mondo digitale. Non si tratta soltanto di “insegnare regole”, ma di sviluppare una sensibilità capace di riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione, online e offline.
Perché le parole hanno un peso. Sempre.

Pubblicato il 02-04-2026

